Interrotta questa mattina, la presentazione della mostra sulla crittografia cinese da alcuni militanti della Giovane Italia Roma. Durante la conferenza che vedeva la partecipazione dell’ambasciatore cinese in Italia Ding Wei e dell’assessore regionale Teodoro Buontempo, è stato esposto uno striscione che recitava ‘Cina: aborto, pena di morte,zero diritti, provate a scrivere libertà!’

“ Abbiamo interrotto la conferenza per chiedere all’ambasciatore cinese di firmare il nostro appello per la liberazione del premio nobel Liu Xiaobo e sua moglie, già sottoscritto da numerosi parlamentari; ma invece che una firma abbiamo ricevuto insulti e spintoni. Nella mostra veniva raffigurato l’alfabeto cinese, e i nostri militanti hanno ricordato l’importanza non solo come vocabolo della parola libertà, inneggiando cori anche per il Tibet. La situazione non è degenerata, solo per la responsabilità dimostrata dai nostri militanti. Non possiamo accettare che in Italia si celebrino delle iniziative culturali sulla Cina, chiudendo gli occhi sulla politica criminale del governo di Pechino, che forza gli aborti, opprime le minoranze e nega i diritti della persona. Non c’è nessun rapporto diplomatico da festeggiare. Finché la Cina non riconoscerà i diritti umani e civili alla sua popolazione, saremo pronti ad interrompere tutte le iniziative ipocrite come questa.” Dichiarano in una nota congiunta Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia e Cesare Giardina, presidente della Giovane Italia Roma.

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