“ La notizia del no all’estradizione del pluriomicida Cesare Battisti conferma che agli occhi del presidente Lula hanno più credito le farneticazioni di un terrorista, che per anni ci ha costretti a sorbire sceneggiate di vittimismo puro, rispetto alla giustizia reale, quella che spetta alle famiglie che hanno sofferto prima per la morte dei loro cari, poi per l’impunità dei carnefici garantita da una certa sinistra, e oggi per la decisione di un presidente che sceglie come ultimo atto prima delle sue dimissioni, uno scempio nei confronti del nostro paese.” dichiara Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia.
Interrotta questa mattina, la presentazione della mostra sulla crittografia cinese da alcuni militanti della Giovane Italia Roma. Durante la conferenza che vedeva la partecipazione dell’ambasciatore cinese in Italia Ding Wei e dell’assessore regionale Teodoro Buontempo, è stato esposto uno striscione che recitava ‘Cina: aborto, pena di morte,zero diritti, provate a scrivere libertà!’
“ Abbiamo interrotto la conferenza per chiedere all’ambasciatore cinese di firmare il nostro appello per la liberazione del premio nobel Liu Xiaobo e sua moglie, già sottoscritto da numerosi parlamentari; ma invece che una firma abbiamo ricevuto insulti e spintoni. Nella mostra veniva raffigurato l’alfabeto cinese, e i nostri militanti hanno ricordato l’importanza non solo come vocabolo della parola libertà, inneggiando cori anche per il Tibet. La situazione non è degenerata, solo per la responsabilità dimostrata dai nostri militanti. Non possiamo accettare che in Italia si celebrino delle iniziative culturali sulla Cina, chiudendo gli occhi sulla politica criminale del governo di Pechino, che forza gli aborti, opprime le minoranze e nega i diritti della persona. Non c’è nessun rapporto diplomatico da festeggiare. Finché la Cina non riconoscerà i diritti umani e civili alla sua popolazione, saremo pronti ad interrompere tutte le iniziative ipocrite come questa.” Dichiarano in una nota congiunta Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia e Cesare Giardina, presidente della Giovane Italia Roma.
“Fanno davvero un po’ sorridere le dichiarazioni di Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale dei giovani di Fli. Ci chiediamo di quale grave amnesia sia vittima, visto che sembra non ricordarsi delle numerose iniziative che i militanti della Giovane Italia stanno portando avanti in questi ultimi mesi. Dichiara che il nostro mondo giovanile è morto, ma forse si dimentica che da poche settimane abbiamo fatto partire il nostro tesseramento, condiviso dal partito, ma assolutamente autonomo e che coinvolge la base. Noi morti? Non mi pare, siamo vivi e vegeti e a differenza di qualche altro movimento giovanile, siamo vivi nelle piazze, nelle scuole e nelle università, e non solo sul web.” Dichiara Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia.
Il corteo dei collettivi universitari si è da poco scontrato con i carabinieri, tentando di forzare il loro cordone, per assaltare via dell’Umiltà, sede nazionale del Popolo della Libertà. “Assistere agli scontri in via dell’Umiltà mi riempie di tristezza – dichiara Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia – Preferisco gli studenti che protestano per i propri diritti proponendo alternative, piuttosto che questi gruppettari organizzati che scendono in piazza per difendere i baroni, intonando cori che inneggiano alla democrazia, e forzando i cordoni delle forze dell’ordine come squadriglie d’assalto. Cortei che poco hanno di politico, ma tanto hanno di demagogico e violento. In queste ore si discute della riforma che riorganizza l’Università Italiana, preferiremmo sentire da questi studenti “arrabbiati” qualche proposta concreta, invece di slogan, caschi e scudi.”
“Mentre i vari Fini, Bersani e Bocchino continuano a fare retorica e tentano di ingessare il Governo per mire esclusivamente personali, sono orgoglioso dei 300 milioni messi in campo dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per rispondere concretamente alle criticità che attanagliano la nostra generazione, sdoganando finalmente l’idea di una politica istituzionale lontana dalla gente, – continua Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia. L’iniziativa permette inoltre di dare fiducia alla nostra generazione, troppo spesso citata solo perché accusata di essere composta da bamboccioni, ma che nella realtà combatte e vive ogni giorno la pesante eredità lasciata da una malsana gestione della società e della politica della generazione che l’ha preceduta. Sono convinto, che questo progetto insieme alle altre iniziative portate avanti da questo Governo fornisca un appoggio adeguato a tutti quei giovani che hanno come obiettivo primario, quello di costruire il proprio futuro e quello dell’Italia.”
“In questo momento 150 militanti di Giovane Italia di Roma stanno manifestando a Piazza del Popolo nel ventunesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Dopo aver effettuato un blitz a Largo Goldoni nel quale tutti i militanti hanno fatto suonare una sveglia ed esposto uno striscione con su scritto: “ Svegliati Europa, il mondo ha bisogno di te”, i militanti si sono poi ritrovati a Piazza del Popolo dove hanno ricostruito simbolicamente un muro di cartone che verrà abbattuto a fine manifestazione.” Lo dichiara in una nota il presidente di Giovane Italia Roma Cesare Giardina, che aggiunge: “ Abbiamo organizzato questa iniziativa per suonare la sveglia all’Europa. Sono ancora troppi i muri da abbattere nel mondo, e solo un’ Europa forte politicamente e consapevole del suo ruolo può intervenire per cambiare le sorti del mondo.”
“C’è da abbattere il muro del precariato e della disoccupazione giovanile, che impedisce ai giovani europei di costruirsi un futuro; c’è da abbattere il muro dell’oppressione e del silenzio, riferendoci così all’abolizione della pena di morte, alla Cina, al premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, ai giovani prodi di Myanmar, ai monaci tibetani. Ma ci riferiamo anche a situazioni meno conosciute come quella del popolo Saharawi che da quasi vent’anni ha abbandonato la strada della violenza firmando il cessate il fuoco con il Marocco in attesa di una soluzione definitiva mai arrivata e che proprio in queste ore è stato vittima di insensati e cruenti attacchi da parte della polizia marocchina nel campo di El Aayun. Infine – conclude Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia – sogniamo un’Unione Europea che torni ad essere portatrice di valori, a difesa delle radici Cristiane, che riesca a superare la crisi economica garantendo stabilità ed equilibrio, e che riesca ad abbattere una volta per tutte i muri che si innalzano contro la libertà e la democrazia.”
Le classiche lanterne rosse cinesi che ieri in Via dei fori imperiali hanno accolto il Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese Wen Jiabao, sono oggi state utilizzate dalla Giovane Italia Roma per dimostrare la piena vicinanza a Lun Xiaobo, dissidente cinese, oggi premiato con il nobel per la pace. Per festeggiare la consegna di questo premio Nobel sono stati scelti due luoghi simbolici: via dei fori imperiali, e ed il teatro dell’opera dove ieri si è svolta la prima celebrazione per i 40 anni dei rapporti diplomatici tra Cina e Italia. “Siamo orgogliosi della consegna del Premio Nobel a Lun Xiaobo, è lui che noi preferiamo accogliere nella nostra Roma. Esempio di uomo, che ha combattuto quotidianamente, mettendo a rischio anche la sua stessa vita, per difendere i diritti umani violati in Cina, dalla soppressione del popolo tibetano alle misure forzate contro la famiglia e la vita, dalle esecuzioni capitali spietate ai lavori forzati all’interno dei Lao-gai” Dichiarano in una nota congiunta Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia, e Cesare Giardina, presidente della Giovane Italia Roma. “Non ci fermeremo qui, continueremo la nostra azione soprattutto con attacchi mediatici, rispondendo alla vergognosa censura applicata dalla tv cinese, che ha bloccato le trasmissioni, proprio nel momento in cui veniva premiato Lun Xiaobo.”
“Ritengo sconcertante l’accoglienza che questa mattina è stata riservata al Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese Wen Jiabao. Sconcertante è che per l’ennesima volta la discussione sui diritti fondamentali dell’uomo venga subordinata a logiche economiche e commerciali. Sono convinto che la firma di qualsiasi accordo, debba essere successiva ad un cambiamento radicale nelle scelte politiche adottate dal governo cinese, dalla soppressione del popolo tibetano alle misure forzate contro la famiglia e la vita, diritti che noi consideriamo inalienabili.” Dichiara Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia. “L’Italia è una tra le nazioni più accreditate nel commercio di armi con la Cina, armi che rischiano di essere utilizzate per uccidere la libertà di quegli individui che hanno il coraggio di ribellarsi a politiche repressive e disumane. Chiediamo quindi che vengano bloccate le autorizzazioni per questo flusso, e che il nostro Paese insieme a tutta l’Unione Europea stabilisca dei punti saldi e inamovibili nel rispetto dei diritti umani fondamentali.”
Le battute del ministro Bossi ci lasciano senza parole. I ministri della Lega ogni giorno dimostrano con il loro lavoro e quindi nella praticità, il loro interesse nel far crescere e migliorare la nostra amata Italia. Le sue parole, inopportune e improprie, offendono tutti coloro che hanno combattuto per rendere Roma e l’Italia così grandi nel mondo, e tutti coloro che quotidianamente, per spirito di sacrificio e di amore, dedicano la loro vita a costruire e cambiare questa nostra Patria.Speriamo quindi che questa polemica si concluda nel più breve tempo possibile con le scuse del leader leghista, e a Bossi ricordiamo che offendere Roma significa innanzitutto rinnegare se stessi e la propria storia.”